Crisi Oasi di Troina, il silenzio delle istituzioni sulla vertenza
Troina - 07/08/2026
A fine luglio, vale a dire una settimana fa, sono stati pubblicati, in rapida successione, documenti delle organizzazioni sindacali dei dipendenti dell’Irccs Oasi Maria SS su ritardi e inadempienze nei pagamenti delle retribuzioni ai lavoratori degli anni 2024 e 2025.
La Cgil Fp annunciava il ritiro della sua delegazione dal tavolo tecnico riguardante la contrattazione integrativa.
La Cisl Fp preannunciava l’interruzione delle relazioni sindacali, che ha formalizzato il giorno dopo, e la richiesta all’assessorato regionale della Salute di immediata apertura di un tavolo di crisi.
L’associazione medici dirigenti, Cisl Medici, Uil Medici e Associazione Unione Psicologi Italiani comunicavano alla dirigenza dell’Irccs lo stato di agitazione e la formale diffida.
La Cisl Fp ha inoltre chiesto, l’altro ieri, al direttore generale dell’Irccs, Arturo Caranna, di rendicontare l’utilizzo delle somme incassate dall’Asp di Enna.
Una crisi che coinvolge centinaia di lavoratori
Una situazione di grave crisi di una delle più grandi concentrazioni di lavoratori dipendenti esistenti in provincia di Enna, se non la più grande.
Una crisi che i lavoratori non hanno contribuito a creare, ma di cui ne subiscono le conseguenze negative, come fanno notare le organizzazioni sindacali.
Si calcola che siano tra i 600 e i 700 dipendenti in un piccolo paese che conta 8 mila abitanti.
Il silenzio attorno alla vicenda
Avrebbero dovuto esserci reazioni e prese di posizioni delle istituzioni locali e della società civile, non foss’altro per la forte presa che l’Oasi Maria SS ha sull’economia del paese.
Come fanno notare Clifford Jansen e Anton Jansen nella loro ricerca “Sociological and economic change in the peasent society of Troina, Sicily”, l’Oasi è, nello stesso tempo, una risorsa e una fonte di insicurezza per l’economia locale.
Un silenzio che evoca “Sopito”, il paese dove c’è l’opera benedetta del recupero di don Gerlando Traina di cui si parla nel romanzo “Agave” di Massimo Felisatti e Andrea Santini.