Valguarnera, scontro tra ex sindaci: Interlicchia difende Leanza
Valguarnera - 04/09/2026
La querelle tra i due ex sindaci Sebo Leanza e Francesca Draià non si arresta. Al tavolo di discussione si è aggiunto pure un terzo invitato, il candidato a sindaco alle scorse elezioni Giuseppe Interlicchia che sostiene le tesi di Leanza.
La struttura organizzativa dell’ente
Quest’ultimo nei giorni scorsi attraverso il suo osservatorio sollevava una serie di osservazioni sulla struttura organizzativa dell’ente facendo una ricostruzione su una lunga sequenza di modifiche organizzative senza che il consiglio comunale avesse mai approvato i criteri generali previsti dallo Statuto.
Leanza nella sua lettera si era soffermato pure sul capitolo “indennità” riconosciute ai titolari di posizioni organizzative definendole tra le più alte dei comuni italiani.
Piccata la replica della vicesindaca Draià che la metteva sul piano politico, parlando di “clima di pressione” esercitato dal suo rivale, nei confronti dei giovani consiglieri di maggioranza che sentendosi sollecitati non lavorerebbero tranquillamente, impedendo così di costruire una nuova classe dirigente.
“Perché non si è candidato alle elezioni comunali se riteneva di dare un contributo?”.
La tesi di Interlicchia
Sull’argomento è intervenuto Giuseppe Interlicchia che sposa in pieno la tesi di Leanza e risponde così a Draià:
“Ridurre ogni spunto, critica o analisi politica alla sola equazione “se vuoi parlare dovevi candidarti” è un errore concettuale grave, che rischia di impoverire in maniera significativa il dibattito democratico della nostra comunità. Un cittadino, un ex amministratore o chiunque abbia a cuore le sorti di Valguarnera ha il pieno diritto, ed in certi casi il dovere civile, di avanzare proposte, sollevare dubbi e muovere critiche all’operato di chi governa. Pretendere che l’analisi politica sia un privilegio riservato esclusivamente a chi siede sui banchi del Consiglio Comunale, significa scambiare le istituzioni per un circolo chiuso.”
Per rafforzare Interlicchia le sue convinzioni fa un parallelo col suo passato:
“Io stesso mi sono formato sul campo, ricoprendo il ruolo di consigliere d’opposizione proprio durante l’amministrazione guidata dal sindaco Leanza. In quegli anni ho imparato che fare politica significa nutrire e sostenere il dibattito democratico, analizzare gli atti e far sentire la voce della comunità, senza mai appiattirsi o accettare passivamente decisioni calate dall’alto. Solo attraverso il confronto rigoroso, aspro in certi casi, e la dialettica aperta, che si costruisce la maturità amministrativa, non certo isolandosi dalle critiche.”
La nuova classe dirigente
La sua ricetta per i giovani che si affacciano alla politica: “Sostenere e far crescere una nuova classe dirigente- continua- non significa proteggerla dalle argomentazioni o dagli spunti che arrivano dall’esterno. Trasformare il normale dibattito politico in presunte “pressioni” o “condizionamenti”, equivale a considerare quegli stessi giovani inadeguati ad affrontare il ruolo per cui sono stati eletti.”
“Lasciare che le istituzioni parlino con le proprie voci”
Infine l’ex candidato sindaco si chiede se sia cambiato qualcosa rispetto al passato:
“Colpisce come, ancora una volta, la narrazione pubblica e le prese di posizione principali arrivino, con forza e comando, dalla figura del vice Sindaco, tanto da farla apparire come il vero sindaco. Se si dichiara di voler lasciare spazio e di voler costruire una nuova stagione politica, occorre che alle parole seguano i fatti, lasciando che le istituzioni parlino con le proprie voci e che ciascuno eserciti il ruolo che gli spetta. Altrimenti diventa ingerenza politica. La democrazia vive di controlli, di domande, di spunti alternativi e di critica costruttiva. Amministrare significa assumersi l’onere di rispondere ai contenuti, non di pretendere il silenzio da chi non è candidato. Valguarnera ha bisogno sicuramente di un clima politico più aperto, meno fazioso e più coscienzioso.”