Valguarnera, il paradosso dei confini: niente rimborso integrale per il trasporto degli studenti
Valguarnera - 27/09/2026
Una situazione paradossale che sta facendo tribolare una dozzina di famiglie valguarneresi che hanno la sfortuna di abitare non all’interno del perimetro valguarnerese, ma solo a distanza di qualche chilometro, in territorio di Assoro, Piazza Armerina ed Enna, ove oggi sono ubicate molte abitazioni.
I loro figli che studiano nelle scuole superiori di Enna o Piazza Armerina- secondo una normativa- non hanno diritto al rimborso per intero, del costo di trasporto, ma solo ad una parte.
Il cambio del servizio
Il problema negli anni passati non è esistito in quanto il Comune affidava il servizio a ditte private ed i giovani studenti residenti in queste contrade, venivano considerati appartenenti al nucleo valguarnerese, ma adesso affidandosi ad un servizio pubblico non è più così, in quanto devono pagare di loro tasca gran parte dell’abbonamento.
Ma i genitori, molti dei quali vivono anche in condizioni economiche non eccelse non ci stanno, in quanto sentendosi cittadini valguarneresi e trattandosi, tra l’altro, di scuola dell’obbligo, per loro ogni studente deve essere aiutato.
La richiesta delle famiglie
A tale riguardo indirizzano una lettera alla sindaca Cutrona ed a tutte le istituzioni locali, chiedendo loro di intervenire a tutela di un loro diritto.
Nella lettera a loro indirizzata, dicono che non si sentono affatto cittadini di serie B, considerato che la loro vita gravita a Valguarnera ed a tale riguardo chiedono un sostegno per il diritto allo studio dei loro figli.
“Chiediamo – scrivono – che il Comune di Valguarnera si faccia portavoce di questa istanza nelle sedi competenti. Siamo cittadini valguarneresi di fatto, contribuiamo alla vita sociale ed economica di questa comunità e non possiamo essere abbandonati solo per un cavillo burocratico sui confini territoriali o perché adesso il servizio sia diventato pubblico (nello specifico per Piazza Armerina).
Il diritto allo studio
“Il diritto allo studio dei nostri figli non può essere ostacolato da una linea sulla mappa o da uno “scarica barile” di competenze. Chiediamo un intervento politico e amministrativo per sanare questo cortocircuito istituzionale e trovare una soluzione che ci riconosca le stesse tutele di chi risiede a pochi metri dalle nostre case, ma all’interno del reale confine comunale valguarnerese”.
La storia del territorio valguarnerese è arcinota a tutti. Le abitazioni limitrofe alle zone principali, si trovano ubicate presso i territori di Assoro, Piazza Armerina ed Enna, in quanto Valguarnera ha poco territorio.
Ma chi vi abita si sente cittadino valguarnerese al 100%, anche se alcuni tributi li pagano ai tre Comuni menzionati.
La questione burocratica
Paradossalmente si tratta di un problema meramente burocratico visto che secondo la normativa regionale la scelta dei ragazzi residenti anagraficamente presso i tre centri menzionati, di non usufruire dei servizi scolastici locali quali quelli offerti da Piazza Armerina od Enna, ove studia la maggior parte dei ragazzi valguarneresi, viene considerata una scelta volontaria e quindi da pagare con le proprie tasche.
Come se Piazza Armerina ed Enna si trovassero dietro l’angolo.
Vai adesso a spiegare al legislatore che la stragrande maggioranza degli istituti superiori sono ubicati presso questi due centri e che le abitazioni di questi ragazzi e delle loro famiglie non si trovano a poche centinaia di metri da essi, ma da Valguarnera ove vivono la loro quotidianità.