Leonforte, scuola chiusa per un topo: l’opposizione aveva già lanciato l’allarme

Il plesso scolastico Branciforti di Leonforte è rimasto chiuso nella giornata di oggi per consentire ulteriori verifiche sulla possibile presenza di roditori nei locali. La decisione è stata del sindaco Piero Livolsi dopo i controlli effettuati nel pomeriggio e nella serata di ieri, che non avrebbero accertato la presenza di topi all’interno dell’edificio. Nella stessa giornata, tuttavia, era stato individuato e isolato un roditore, che secondo il primo cittadino potrebbe essersi allontanato all’esterno attraverso alcune finestre aperte.

La chiusura è stata disposta per oggi il 14 ottobre, in attesa di un’ispezione approfondita. Una misura precauzionale che arriva mentre, sul fronte cittadino, era già stato sollevato il problema della presenza di roditori in diverse zone di Leonforte.

La decisione del sindaco e le verifiche

Livolsi ha spiegato che la scelta è legata alla necessità di tutelare gli alunni e fornire rassicurazioni alle famiglie. «Al fine tutelare la salute dei nostri bambini e di rasserenare le famiglie, e comunque garantire la certezza di assenza di roditori nei locali scolastici il plesso Branciforti domani rimarrà chiuso», ha comunicato il sindaco.

L’amministrazione procederà ad accertamenti più approfonditi per verificare le condizioni dei locali prima di assumere ulteriori decisioni sulla riapertura. Il primo cittadino ha inoltre annunciato aggiornamenti sull’esito dei controlli e sugli eventuali provvedimenti successivi.

L’allarme del gruppo Leonforte ai leonfortesi

La vicenda della scuola si inserisce in un quadro più ampio, già portato all’attenzione dell’amministrazione dal gruppo consiliare di opposizione Leonforte ai leonfortesi. Nelle settimane precedenti, i consiglieri Angelo Calì e Luca Di Leonforte avevano riferito di numerose segnalazioni ricevute da cittadini residenti in diverse aree del centro e della periferia, denunciando quella che definivano una presenza preoccupante di roditori.

«Un fenomeno che rischia di diventare endemico e che non può essere sottovalutato, poiché attiene direttamente alla tutela della salute pubblica, all’igiene e al decoro urbano», avevano scritto nella loro nota.

Il gruppo aveva quindi presentato un’interrogazione consiliare per chiedere chiarimenti sulle misure adottate e su quelle programmate dal Comune. Tra i fattori che, secondo i consiglieri, potrebbero favorire la proliferazione dei roditori figurano immobili abbandonati, fabbricati in rovina e carenze nella manutenzione della rete fognaria e delle aree pubbliche.

L’interrogazione e le risposte attese

L’opposizione aveva precisato di non voler alimentare contrapposizioni politiche, ma di puntare a interventi concreti. «Non cerchiamo polemiche, ma soluzioni concrete e un piano di intervento serio, efficace e continuativo», si legge nella nota firmata da Calì e Di Leonforte.