Ex Pascoli, Dipietro difende la sua scelta, propone le Benedettine e solleva il nodo Pergusa
Enna-Cronaca - 29/10/2026
L’ex sindaco di Enna, Maurizio Dipietro, rompe il lungo silenzio dopo la fine della sua esperienza da primo cittadino. E lo fa dopo l’affondo del presidente del Consiglio comunale, Marco Greco, che lo ha attaccato sul fallimento del trasferimento degli studenti universitari della Kore nell’ex scuola Pascoli ad Enna alta. Dipietro difende il percorso avviato con la Kore, rivendica il protocollo per portare una o più facoltà a Enna alta e indica nel Monastero delle Benedettine una possibile alternativa alla Pascoli. Poi l’affondo all’attuale amministrazione: “Il tempo dei proclami finisce presto”.
Il confronto si sviluppa su due questioni strettamente legate: da una parte, la sostenibilità economica della ristrutturazione dell’edificio; dall’altra, il futuro dell’impegno politico per portare una o più facoltà universitarie nella parte alta della città.
La Kore ha motivato la rinuncia all’ipotesi Pascoli con le criticità dell’immobile, i necessari interventi di adeguamento e i costi giudicati troppo elevati. Greco ha contestato la scelta originaria, pur ribadendo la necessità di riportare studenti universitari a Enna alta. Dipietro, invece, sostiene che le difficoltà emerse non debbano tradursi nell’abbandono dell’obiettivo, ma debbano spingere Comune e Ateneo a individuare una soluzione praticabile.
La sua è una replica, affidata a ViviEnna, che guarda al passato per rivendicare il percorso intrapreso, ma soprattutto chiama in causa la responsabilità dell’amministrazione attuale.
La sorpresa per le parole di Greco
Dipietro ammette subito di essere rimasto sorpreso dalle critiche del presidente del Consiglio comunale. A colpirlo, scrive, non è soltanto il giudizio sulla scelta della Pascoli, ma anche il fatto che a esprimerlo sia una persona che considera attenta e intelligente.
“Ho letto con sorpresa un attacco alla mia amministrazione (la scelta della Pascoli è stata definita “sciagurata”, “le cose devono avere le gambe per camminare”) da parte di Marco Greco Presidente del Consiglio Comunale, sorpresa ingigantita dal fatto che considero Marco un ragazzo attento ed intelligente. Nonostante non abbia mai più preso parte al dibattito pubblico relativo alla nuova amministrazione comunale, non occupandomi ormai della cosa pubblica, le gravi inesattezza dell’intervento consiliare di Marco Greco mi impongono alcune precisazioni.”
L’ex sindaco chiarisce così le ragioni del suo ritorno nel dibattito pubblico. Il punto centrale della contestazione riguarda la ricostruzione degli accordi tra Comune e Università Kore e gli obiettivi che, secondo Dipietro, erano stati concordati dalle due istituzioni.
Il protocollo e i due obiettivi
Nella ricostruzione dell’ex sindaco, il rapporto tra Comune e Ateneo era stato impostato su due obiettivi politici: individuare un’area per realizzare un grande studentato e trasferire una o più facoltà nella parte alta di Enna.
” La mia amministrazione, sul tema del rapporto Comune/Ateneo, ha definito due obiettivi prioritari comuni ai due enti: l’individuazione – dice Dipietro – di un’area per la realizzazione di un grande studentato e il trasferimento di una o più facoltà nella parte alta della città. Lo strumento per la definizione di tali obiettivi, prettamente “politici”, è stato il protocollo con il quale i legali rappresentanti dei due enti, il Presidente Salerno ed io, abbiamo assunto gli impegni reciproci.”
L’ex sindaco richiama quindi il percorso seguito per individuare l’area destinata allo studentato, sostenendo che la precedente localizzazione al quadrivio di Sant’Anna presentasse criticità urbanistiche e che la sua amministrazione abbia lavorato per superarle attraverso una permuta.
“L’individuazione di un’area idonea – afferma Dipietro a ViviEnna – ad ospitare lo studentato era una necessità conseguente all’inopportunità ed all’illegittimità urbanistica della precedente individuazione (quella del quadrivio di S. Anna) che non era opera della mia amministrazione ed è stata portata a termine attraverso la permuta dell’area dell’ex Encana con altri beni di proprietà dell’Ateneo cosicchè oggi l’Università Kore è finalmente nelle condizioni di realizzare lo studentato che darà ulteriore sviluppo alla sua azione didattica.”
Dipietro presenta la soluzione individuata per lo studentato come un risultato del percorso avviato con la Kore. La questione della Pascoli, nella sua lettura, deve essere considerata all’interno dello stesso rapporto istituzionale, che comprendeva anche l’impegno a portare attività universitarie nella parte alta della città.
La scelta della Pascoli
È sul trasferimento di una o più facoltà a Enna alta che la replica assume il suo significato politico più diretto. Dipietro sostiene che la richiesta di una presenza universitaria nella parte alta della città fosse condivisa dalla comunità ennese e non fosse soltanto una scelta maturata nelle sedi istituzionali.
“Quanto all’altro aspetto, la facoltà ad Enna alta, si tratta di una richiesta – dice l’ex sindaco – che è venuta, ancor prima della politica, dall’intera collettività ennese (sfera commerciale in testa) e che è stata accolta bipartisan con diversi deliberati consiliari. Nell’atto in cui i due enti si sono reciprocamente impegnati (ovviamente mi riferisco ad un impegno “politico” essendo gli atti gestionali competenza dei dirigenti) è stato fatto espresso riferimento all’ex Scuola Pascoli perché tale è stata la volontà del Presidente Salerno che io ho immediatamente accolto.”
La scelta dell’immobile, secondo questa ricostruzione, sarebbe dunque nata dalla volontà del presidente della Kore, accolta dall’amministrazione comunale. Dipietro non esclude che la valutazione iniziale possa non avere considerato adeguatamente i costi, ma contesta che questo elemento basti a liquidare l’intero percorso come un errore.
“È stata una scelta sciagurata quella del Presidente Salerno – spiega Dipietro – di volere un immobile nel cuore della città ? Non credo. Forse alla luce dei fatti nuovi si può dire che è stata una scelta che non ha tenuto conto dell’aspetto economico. Può darsi ma ciò che conta è l’impegno che Comune e Kore hanno assunto con quel protocollo e che non sembra essere stato messo in discussione dall’Ateneo.”
Il passaggio è rilevante perché sposta il confronto dalla sola idoneità dell’edificio alla tenuta dell’obiettivo politico. Il problema economico, nella posizione dell’ex sindaco, può richiedere una revisione della soluzione individuata, ma non dovrebbe comportare automaticamente la rinuncia a portare una facoltà a Enna alta.
L’alternativa delle Benedettine
Se la ristrutturazione della Pascoli dovesse risultare troppo onerosa, Dipietro propone di valutare un’altra strada. L’ex sindaco indica il Monastero delle Benedettine, che descrive come ristrutturato grazie a un finanziamento ottenuto dalla sua amministrazione e prossimo alla consegna.
“La ristrutturazione dell’ex Pascoli è troppo onerosa ? Bene, si pensi a trasferire una o più Facoltà nel Monastero delle Benedettine, ristrutturato con finanziamento ottenuto dalla mia amministrazione e prossimo alla consegna. Quella delle Benedettine non pare una buona idea ? Se ne trovino altre, Si faccia un tavolo politico con la governance della Kore e si concordino i percorsi più idonei.”
La proposta è accompagnata da una richiesta precisa: aprire un confronto con la governance della Kore e concordare un percorso alternativo, qualora quello originario non fosse più sostenibile.
La disponibilità effettiva degli spazi, la loro idoneità alle attività universitarie e gli eventuali costi di adeguamento restano elementi da verificare. Sul piano politico, però, Dipietro sostiene che l’alternativa debba essere cercata attraverso un confronto tra le istituzioni, anziché lasciare che la vicenda si esaurisca nella contrapposizione sulla Pascoli.
La responsabilità della nuova amministrazione
La parte più dura della replica è rivolta direttamente a chi governa oggi la città. Dipietro sostiene che l’amministrazione abbia ereditato un percorso già avviato e abbia il dovere di individuare una soluzione concreta.
“Portate a compimento un iter che altri prima di voi hanno predisposto, lasciandovi anche i locali che possono fungere da alternativa alle scelte ripensate dalla Kore. Presidente Greco, adesso governate voi e voi avete il dovere di dare soluzione ai problemi.”
I dubbi sulle intenzioni della giunta di optare su Pergusa
L’ex sindaco non si limita, tuttavia, a chiedere che venga trovata un’alternativa. Avanza anche un dubbio sulle intenzioni politiche dell’attuale amministrazione, ipotizzando che possa mancare la volontà di portare una facoltà a Enna alta e che si possa invece puntare a decentrare parte delle attività didattiche a Pergusa.
“Oppure si dica con chiarezza – dice Dipietro – quello che in tanti già pensano: che l’amministrazione comunale non ha intenzione di lavorare per portare una Facoltà ad Enna alta come tradito forse da una “voce dal sen fuggita” ad un esponente di giunta nello scorso consiglio e che vorrebbe decentrare a Pergusa anche molte attività didattiche. Anche questo è nelle facoltà dell’amministrazione ma lo si dica con chiarezza.”
È l’accusa politica più delicata contenuta nell’intervento. Si tratta della valutazione di Dipietro sulle possibili intenzioni della giunta, non di un orientamento che possa essere considerato accertato sulla base della sola dichiarazione dell’ex sindaco. Per chiarire il punto sarà determinante conoscere la posizione ufficiale dell’amministrazione comunale e le eventuali decisioni sulla distribuzione delle attività universitarie.
La questione di fondo resta comunque aperta: se la Pascoli non è una soluzione percorribile, quale alternativa concreta verrà proposta per mantenere l’obiettivo di una presenza universitaria nella parte alta della città?
L’affondo sui proclami
Nella conclusione, Dipietro allarga il confronto alle aspettative dei cittadini e alle promesse della politica. Il riferimento all’aeroporto e alla stazione ferroviaria, accompagnato dalla provocazione sul porto, serve a mettere in guardia la nuova amministrazione dal rischio che gli annunci non siano seguiti da risultati.
“Il tempo dei proclami finisce presto, insieme alla luna di miele elettorale, e a quel punto i nostri concittadini vi chiederanno dell’aereoporto e della stazione ferroviaria (a proposito ma perché no anche un porto ?) e vi chiederanno anche della Facoltà ad Enna alta.”
La chiusura torna sulla difesa del percorso avviato durante il suo mandato e respinge l’idea che si sia trattato di un progetto privo di concretezza.
“Il percorso intrapreso dalla mia amministrazione non solo ha avuto le gambe per camminare ma ha avuto anche gambe solide che hanno consentito la realizzazione dello studentato tanto agognato ed hanno preparato il terreno al trasferimento delle Facoltà mentre sono le menzogne che com’è noto hanno le gambe corte.”