Il dottore ed il barone e la sfida tra 2 visioni: l’ex comunista vuole il privato, il liberale il pubblico

Da una parte un medico, profilo sobrio, volto semi nuovo nella politica ennese e frutto di una sintesi di coalizione. Dall’altra un veterano, vulcanico, che si presenta con Vasco in sottofondo e una platea di fedelissimi che lo aspettava. Ezio De Rose e Mirello Crisafulli: il 24 e 25 maggio Enna sceglie tra due mondi che difficilmente avrebbero potuto essere più distanti. In mezzo c’è Filippo Fiammetta che è più o come Davide nella Valle di Elah ma di Golia ne ha due davanti

La sfida della comunicazione

La campagna è già in corso, e il primo round si è giocato venerdì sera. De Rose si presentava ufficialmente alle 18. Lo staff di Crisafulli aveva fissato una visita elettorale al Pisciotto alla stessa ora — poi scivolata alle 19, probabilmente per non rendere troppo evidente la sovrapposizione. Un dettaglio rivelatore: in questa sfida niente è casuale, nemmeno il calendario dell’avversario.

Pergusa: il paradosso che racconta tutto

È qui che la campagna si fa davvero interessante. De Rose, centrodestra, vuole la gestione pubblica dell’autodromo così come per il servizio idrico. Crisafulli, di tradizione comunista, preferisce che affidare ai privati il circuito mentre sull’acqua non si è espresso, forse volutamente. I ruoli si invertono, e non per caso.

Crisafulli ha un precedente che pesa: la Kore. L’università privata che ha contribuito a portare ad Enna funziona, è radicata, è diventata un argomento elettorale. Il pragmatismo, evidentemente, ha superato la dottrina.

De Rose invece si muove nel solco dell’amministrazione Dipietro, per cui il pubblico resta regista — ma di una trasformazione, non di una conservazione. Perché Dipietro sull’autodromo è stato chiaro: appartiene a un passato che non tornerà. E non è un caso che tra i nomi circolati nel centrodestra prima di convergere su De Rose ci fosse quello di Peppe Amato, ambientalista storico, le cui idee su Pergusa come ecosistema da tutelare sono notoriamente nette.

Quel nome non è diventato candidatura, ma ha lasciato un’impronta culturale nella coalizione. Due visioni opposte su una striscia d’asfalto che si affaccia su un lago. Forse è proprio lì che si capisce meglio chi sono davvero i due candidati