Pasquasia, scontro sulla bonifica: Greco lancia l’allarme, Colianni replica: “Studiate gli atti”


Pasquasia torna al centro del confronto politico e questa volta lo fa sul terreno più delicato: quello della bonifica dell’amianto e del futuro dell’ex sito minerario. Un confronto che, nel giro di poche ore, si è trasformato in uno scontro politico tra il presidente del Consiglio comunale Marco Greco e l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità Francesco Colianni.

L’allarme di Greco

A innescare la discussione è stato l’allarme lanciato da Greco sulla possibilità che Pasquasia possa diventare un sito destinato allo smaltimento definitivo dell’amianto proveniente dall’intera Sicilia. Il presidente del Consiglio comunale aveva precisato che, allo stato attuale, non risultavano comunicazioni ufficiali né interlocuzioni formali tra Regione e Comune su questa ipotesi. Ma, proprio per la delicatezza della questione e considerando che Pasquasia era già stata indicata in passato come possibile sito per lo smaltimento dell’amianto, Greco ha ritenuto necessario chiedere chiarezza.

Da qui l’annuncio di proporre, al rientro dalla pausa estiva, la convocazione di un Consiglio comunale direttamente a Pasquasia, con la partecipazione delle istituzioni regionali coinvolte. L’obiettivo è mettere pubblicamente a fuoco le intenzioni della Regione sul futuro dell’area ed evitare che eventuali decisioni vengano assunte senza il coinvolgimento della comunità ennese.

La replica di Colianni

Una posizione che ha provocato la dura reazione di Colianni. L’assessore regionale ha invitato Greco a «studiare attentamente gli atti», sostenendo che l’approfondimento dovrebbe precedere qualsiasi presa di posizione politica. E non ha risparmiato una stoccata personale, parlando del rischio che il confronto istituzionale venga trasformato in «spettacolo» e nella ricerca di «qualche like».

Ma, al di là dello scontro personale, il nodo vero della replica dell’assessore riguarda i documenti. Colianni rivendica l’approvazione del progetto definitivo per la bonifica dell’amianto presente a Pasquasia e lo stanziamento di 17 milioni di euro. Il progetto prevede il confinamento del materiale all’interno di un’apposita capsula realizzata nello stesso sito.

La Regione, secondo quanto chiarito dall’assessore, non starebbe dunque progettando una discarica regionale per l’amianto.

La proposta della Protezione civile

Colianni distingue infatti nettamente tra il progetto approvato e una nota della Protezione civile regionale con la quale è stata chiesta la valutazione della possibile fattibilità di un ampliamento della capsula. «Un progetto approvato – è il senso della replica – non prevede alcun ampliamento», mentre la nota costituisce soltanto una richiesta di verifica.

Su questo punto Colianni assume anche una posizione politica precisa: l’Assessorato regionale, afferma, esprimerà parere negativo rispetto a qualsiasi ipotesi di ampliamento. La struttura, chiarisce, dovrà essere destinata esclusivamente all’amianto già presente a Pasquasia e non potrà essere utilizzata per materiali provenienti da altri siti.

È proprio qui che la vicenda si sposta dalla polemica politica alla lettura degli atti. Greco chiede chiarezza prima che eventuali ipotesi possano trasformarsi in decisioni amministrative; Colianni sostiene invece che gli atti già approvati definiscano un intervento molto preciso e circoscritto alla bonifica dell’amianto presente nel sito.

L’assessore, peraltro, accetta il terreno del confronto istituzionale proposto da Greco e si dice disponibile a partecipare a un eventuale Consiglio comunale dedicato alla vicenda, «anche il giorno di Ferragosto». Un’apertura che potrebbe consentire di portare la discussione direttamente davanti all’assemblea cittadina, con la presenza dei rappresentanti della Regione e dei tecnici chiamati a illustrare il progetto.

Parallelamente alla bonifica, la Regione rivendica anche l’avvio del percorso per la riqualificazione complessiva del sito minerario. È stata avviata la procedura per la progettazione e risulta in fase di affidamento lo studio di fattibilità, con l’obiettivo dichiarato di restituire a Pasquasia un’area sicura, recuperata e valorizzata.

Il MPA: «Consiglio comunale urgente»

Sul caso intervengono adesso anche i consiglieri comunali del gruppo Popolari e Autonomisti Ezio De Rose, Francesco Comito, Giusy Firrantello, Emilia Lo Giudice e Francesco Diventi, che chiedono l’immediata convocazione del Consiglio comunale.

La posizione del gruppo è netta: dopo le dichiarazioni delle ultime ore e i chiarimenti arrivati dall’assessorato regionale, il confronto deve tornare nella sede istituzionale. I consiglieri chiedono una seduta dedicata alla vicenda, con la partecipazione dell’assessore Colianni e dei dirigenti e funzionari competenti dell’Assessorato regionale.

Per il gruppo MPA, l’occasione deve servire a illustrare nel dettaglio il progetto, chiarire definitivamente l’esclusione di conferimenti di amianto provenienti da altri territori e distinguere il progetto definitivo approvato dalla nota istruttoria della Protezione civile.

Anche il linguaggio politico scelto dai consiglieri è significativo. Il gruppo parla di «allarmismi generati senza una preventiva e adeguata conoscenza degli atti» e sostiene che una questione che riguarda ambiente, salute pubblica e futuro del territorio debba essere affrontata «sui fatti, non sugli allarmismi».

La richiesta del MPA aggiunge dunque un ulteriore elemento al confronto: non soltanto la disponibilità della Regione a spiegare il progetto, ma la sollecitazione affinché il Consiglio comunale venga convocato rapidamente e possa acquisire direttamente documenti, dati progettuali e chiarimenti tecnici.

La partita politica

Lo scontro politico, intanto, resta aperto. Greco rivendica il diritto della comunità ennese a essere informata preventivamente sulle prospettive di Pasquasia; Colianni replica che sul tavolo c’è un progetto di bonifica da 17 milioni di euro e non un piano per trasformare il sito in una discarica regionale. In mezzo, una nota della Protezione civile sulla possibile fattibilità di un ampliamento che la Regione dice di non voler autorizzare.

Sarà ora il Consiglio comunale, con i documenti e i tecnici chiamati a riferire, a dover verificare dove finisca il progetto approvato e dove comincino le ipotesi. Per Pasquasia, dopo decenni di attesa, è un passaggio che difficilmente potrà essere affidato soltanto alle dichiarazioni politiche.