Enna calcio, Travagin è il nuovo proprietario: dal Siracusa alla Pro Patria, chi è il nuovo patron

Giancarlo Travagin è il nuovo proprietario dell’Enna Calcio. Il passaggio segna un nuovo cambio di proprietà per il club gialloverde, dopo l’uscita di scena di Luigi Stompo e Fabio Montesano e la successiva gestione affidata alla cordata composta da Daniela Di Pietro e Gianluca Vigneri. Una notizia pubblicata da La Sicilia e confermata da fonti dell’amministrazione comunale di Enna.

Un’estate movimentata, dunque, per una società che aveva appena conquistato e confermato sul campo la propria dimensione in Serie D.

Stompo e Montesano avevano chiuso un ciclo decennale, iniziato dalla Prima Categoria e arrivato fino alla Serie D, mantenuta per due stagioni consecutive.

Chi è il nuovo proprietario

Travagin, imprenditore del Novarese e originario della Sicilia, ha alle spalle diverse esperienze nel mondo del pallone. È legato da un rapporto di amicizia e collaborazione con Stefano Tacconi, storico portiere della Juventus e della Nazionale.

L’amicizia con Tacconi

Il loro sodalizio calcistico è iniziato anche attraverso l’esperienza al Cefalù, dove Tacconi ricoprì l’incarico di direttore tecnico. Travagin ha poi assunto la presidenza dell’Atletico Catania nel settembre 2017. Fu un’avventura breve e tormentata, terminata pochi mesi dopo tra contrasti interni e una situazione finanziaria difficile.

Cefalù e Atletico Catania

L’esperienza di Cefalù rappresentò uno dei primi ingressi di Travagin nel calcio siciliano. Il progetto puntava anche sulla valorizzazione dei giovani e su una struttura societaria ambiziosa. Tacconi venne coinvolto proprio per dare esperienza e competenza all’area tecnica.

A Catania Travagin provò invece a rilanciare l’Atletico, arrivando a immaginare un percorso verso categorie superiori. La realtà si rivelò però molto più complicata delle aspettative.

Nel dicembre 2017 arrivarono le dimissioni di Travagin e l’abbandono di diversi dirigenti e calciatori

Il capitolo Siracusa

Nel 2019 Travagin tornò a proporsi per una nuova sfida, questa volta nella sua città d’origine. Quando il Comune di Siracusa pubblicò l’avviso per individuare il soggetto destinato a far ripartire il calcio cittadino dalla Serie D, fu proprio la sua manifestazione d’interesse l’unica arrivata entro la scadenza.

Il progetto prevedeva una prima squadra competitiva, un settore giovanile strutturato e un piano triennale di sviluppo.

Era inoltre previsto un contributo alla Figc di almeno 300 mila euro per l’ammissione alla Serie D. Travagin si presentò con l’ambizione di costruire una società organizzata e capace di guardare oltre la semplice iscrizione al campionato.

Lo scontro con il Comune

Quella esperienza, però, non si trasformò nella rinascita del Siracusa. La documentazione presentata venne sottoposta a un procedimento di integrazione e successivamente il Comune riaprì i termini dell’avviso. Travagin contestò duramente la decisione e ritirò la propria manifestazione d’interesse.

Attraverso il proprio legale annunciò inoltre iniziative nelle sedi competenti e un esposto alla Procura per verificare la correttezza della procedura. Il progetto si concluse così prima ancora di poter prendere forma.

La parentesi Pro Patria

L’ultima esperienza, prima dell’arrivo a Enna, è quella più recente e anche la più sorprendente. Nel luglio 2026 Travagin è diventato proprietario del 51 per cento della Pro Patria, con Finnat e Luca Bassi rimasti al 49 per cento. L’imprenditore piemontese si è trovato immediatamente al centro di una situazione delicatissima. Il club era reduce dalla retrocessione in Serie D e doveva affrontare in tempi strettissimi gli adempimenti per l’iscrizione.

La contestazione di Busto Arsizio

A pochi giorni dall’insediamento, il rapporto con una parte della piazza è precipitato. Davanti allo stadio Speroni Travagin venne contestato e, secondo quanto riferito dalla cronaca locale, aggredito durante un confronto con alcuni tifosi. L’imprenditore denunciò pubblicamente l’accaduto e arrivò a mettere in dubbio l’iscrizione della squadra al campionato. Dopo l’intervento del sindaco e una fase di mediazione, Travagin contribuì comunque a portare a termine l’iscrizione della Pro Patria alla Serie D.

Un’avventura durata poche settimane

La permanenza a Busto Arsizio, tuttavia, fu brevissima. Dopo giorni di tensioni societarie, trattative e incertezze sul futuro, il 51 per cento delle quote passò a Estrella Football Group. Travagin lasciò quindi la Pro Patria dopo appena poche settimane, chiudendo un’esperienza segnata da un confronto molto duro con l’ambiente.

Adesso l’Enna

È questo il percorso che accompagna Giancarlo Travagin nel nuovo incarico all’Enna Calcio. Un curriculum calcistico fatto di progetti ambiziosi, esperienze siciliane, rapporti con personaggi importanti del calcio e vicende societarie spesso complicate. A Enna il contesto sarà ancora diverso: una piazza che ha appena ritrovato stabilità sportiva e che considera la Serie D un patrimonio da difendere.