Nissoria, verso le comunali del 2027: tra candidature possibili, vecchie alleanze e nuovi equilibri

Il voto, previsto indicativamente per maggio 2027, è ancora lontano, ma nel panorama politico nissorino cominciano a muoversi i primi nomi. Colaianni punta alla continuità, Milazzotto sonda il terreno e sullo sfondo restano aperte le ipotesi Glorioso, Patti e Partito Democratico.

A Nissoria, in vista delle prossime elezioni comunali, la politica comincia a interrogarsi sul proprio futuro. Il maggio 2027, indicato come possibile appuntamento elettorale, non è ancora dietro imminente, eppure il dibattito sembra già essersi messo in movimento. Non ci sono, almeno per ora, candidature ufficializzate né schieramenti definitivamente delineati, ma i nomi che iniziano a circolare raccontano di una competizione che potrebbe essere più articolata di quanto appaia a prima vista.

In un piccolo centro come Nissoria, del resto, la politica non si costruisce soltanto attraverso i simboli dei partiti. Contano i rapporti personali, le esperienze amministrative, le amicizie, le vecchie contrapposizioni e, soprattutto, la capacità di mettere insieme persone e consensi. È proprio su questo terreno che sembrano concentrarsi, già da qualche tempo, i primi movimenti in vista della prossima tornata elettorale.

Colaianni verso la continuità amministrativa

Sul fronte dell’amministrazione uscente, il nome del sindaco Rosario Colaianni,  forte di un ottimo risultato elettorale del 2022, appare invece quello più direttamente legato alla continuità. L’ipotesi di una sua ricandidatura sembra essere una delle possibilità più concrete del quadro attuale, anche in considerazione del sostegno dei quattro assessori che compongono la sua squadra. Resta da capire, tuttavia, come verrà definita la composizione della lista.  La ricandidatura di Colaianni, qualora venisse ufficializzata, si inserirebbe dunque in una prospettiva di continuità amministrativa. Ma, come spesso accade nelle competizioni comunali, la continuità non è necessariamente sinonimo di percorso semplice: molto dipenderà dalla capacità di mantenere compatto il gruppo, consolidare il consenso e affrontare eventuali nuove aggregazioni.

Milazzotto e gli incontri per sondare il terreno

Tra le figure che starebbero mostrando maggiore interesse per la prossima sfida c’è Marcello Milazzotto, già assessore circa dieci anni fa nella giunta Glorioso. Il suo nome, nelle ultime settimane, sarebbe tornato a circolare con una certa insistenza, anche alla luce di alcuni incontri organizzati con numerose persone per comprendere se esistano le condizioni per costruire un progetto politico attorno alla sua figura.

Più che una campagna elettorale vera e propria, quella di Milazzotto sembrerebbe una fase di ascolto, verifica e costruzione. Capire chi sarebbe disposto a sostenere un’eventuale candidatura, quali energie potrebbero essere coinvolte e quale consenso potrebbe raccogliere una proposta alternativa all’attuale amministrazione.

Naturalmente, si tratta ancora di una fase interlocutoria. Gli incontri e i contatti non equivalgono a una candidatura ufficiale, ma rappresentano comunque un segnale politico. Quando mancano ancora diversi mesi al voto, iniziare a sondare il terreno può essere il primo passo per capire se un’idea possa trasformarsi in una lista e, soprattutto, in una concreta possibilità elettorale.

Glorioso, Patti e Manno: i nomi ancora alla porta

Sul fronte delle possibili alternative, restano alla porta Armando Glorioso, Rosario Patti e Rosalia Manno, tre nomi che potrebbero tornare a essere protagonisti della scena politica nissorina.

Per quanto riguarda il già due volte Sindaco Armando Glorioso, l’imprenditore nissorino starebbe aspettando di essere proclamato candidato dal gruppo a sostegno di Milazzotto, qualora l’ascesa di quest’ultimo non dovesse concretizzarsi. Si tratta, al momento, di un’ipotesi e non di una candidatura ufficializzata, ma è uno degli scenari che potrebbero rendere particolarmente interessante la prossima competizione, anche in considerazione del fatto che Glorioso porta con sé una lunga esperienza politica e amministrativa, un elemento che, inevitabilmente, potrebbe alimentare il dibattito in caso di una sua nuova discesa in campo. Se l’ipotesi dovesse concretizzarsi, sarà interessante capire con quale schieramento, con quali alleanze e con quale progetto politico potrebbe presentarsi agli elettori.

Altro nome trattato, resta quello di Rosario Patti, già tre volte presidente del consiglio comunale, che in un primo momento aveva dichiarato di voler rimanere fuori da tutto per questa tornata elettorale e che invece starebbe organizzando incontri con cittadini al fine di incidere sulle scelte relative alle prossime elezioni amministrative, anche in questo caso, si tratta di una possibilità ancora aperta, che potrebbe assumere maggiore consistenza nei prossimi mesi.

In questo quadro ancora fluido, un ruolo potrebbe essere giocato anche dal Partito Democratico, che al momento sembra restare in una posizione interlocutoria, ma non per questo marginale. Insieme a Glorioso e Patti, anche il PD resta, per così dire, sull’uscio, in attesa di capire quale direzione prendere e quale spazio occupare nella prossima competizione elettorale. Tra le ipotesi che circolano vi è quella di una possibile candidatura di Rosalia Manno, il cui nome sarebbe gradito alla dirigenza provinciale del partito.

Anche qui, è bene sottolinearlo, non si parla ancora di una candidatura ufficiale. Tuttavia, il fatto che un nome venga considerato e che possa essere ritenuto gradito a livello provinciale rappresenta un elemento da non trascurare. Il PD potrebbe infatti decidere di costruire una propria proposta, oppure valutare eventuali convergenze con altre forze e personalità del panorama politico locale.

Buscemi e Castellana, tra vecchie appartenenze e nuove collocazioni

Un altro elemento da osservare riguarda la posizione dei consiglieri comunali uscenti Salvatore Buscemi e Francesca Castellana.

I due erano stati eletti insieme ad Armando Glorioso, collocandosi ai primi due posizioni utili per preferenze ricevute. Nel corso dell’attuale amministrazione, tuttavia, Buscemi e Castellana hanno sostenuto il sindaco uscente, contribuendo, con il loro appoggio, a garantire la continuità dell’amministrazione nei consigli comunali.

Il loro ruolo è stato, di fatto, quello di una sorta di stampella politica, permettendo alla maggioranza di proseguire il proprio percorso amministrativo anche in una fase in cui gli equilibri consiliari avrebbero potuto rendere più complessa la vita dell’amministrazione. Oggi, però, i due consiglieri sembrerebbero trovarsi in una posizione più defilata, senza una precisa appartenenza politica. E proprio questa collocazione potrebbe aprire nuovi scenari. Non è escluso, infatti, che possano nuovamente avvicinarsi all’area di Colaianni e valutare una nuova alleanza in vista delle prossime elezioni.

Se così fosse, si tratterebbe di un passaggio significativo, perché dimostrerebbe ancora una volta come, nella politica locale, le vecchie appartenenze non coincidano necessariamente con quelle future. I rapporti costruiti nel corso di un mandato amministrativo possono infatti diventare più importanti delle contrapposizioni originarie, soprattutto quando si comincia a ragionare in termini di consenso e di possibilità elettorali.

Una partita ancora tutta da giocare

Il quadro che emerge, dunque, è quello di una partita ancora aperta, nella quale nessuno sembra avere già tutte le carte in mano. Da una parte c’è l’amministrazione uscente, con Colaianni che potrebbe puntare alla continuità e con una squadra che, almeno nelle intenzioni, sembra voler mantenere una propria compattezza. Dall’altra, iniziano a muoversi possibili alternative, con Milazzotto impegnato a sondare il terreno e con Glorioso, Patti e il Partito Democratico che restano alla porta, pronti eventualmente a entrare in gioco.

Ma il vero elemento di interesse sarà capire come questi nomi potranno trasformarsi in progetti concreti. Una candidatura, infatti, non è soltanto una scelta personale: è anche la costruzione di una squadra, la definizione di un programma e la capacità di creare una proposta che possa convincere gli elettori. A Nissoria, come in molti altri comuni, la prossima sfida elettorale potrebbe giocarsi non soltanto sui programmi, ma anche sulla capacità di ricomporre vecchie divisioni, creare nuove alleanze e intercettare il consenso di chi, negli ultimi anni, ha cambiato collocazione o ha assunto posizioni diverse rispetto al passato.

E proprio per questo, il maggio 2027 potrebbe rappresentare molto più di una semplice scadenza elettorale. Potrebbe essere il momento in cui si misureranno nuovi equilibri, vecchie ambizioni e possibili ritorni. Per ora, però, tutto resta ancora da definire. I nomi ci sono, le ipotesi anche. Ma la vera partita, quella delle candidature ufficiali e delle liste, deve ancora cominciare.