PEF e rifiuti, l’ex sindaco di Valguarnera Leanza: “Emergono anomalie e criticità”
Valguarnera - 15/09/2026
Dopo le anomalie e le incongruenze rilevate dal gruppo di opposizione di Valguarnera sul Piano economico finanziario (PEF), con particolare riferimento al settore dei rifiuti, interviene nel dibattito anche l’ex sindaco Sebo Leanza.
Secondo Leanza, dalle dichiarazioni riportate dalla stampa emergerebbero due posizioni differenti sulla gestione del servizio. Da una parte, la minoranza consiliare segnala presunte incongruenze tra i servizi previsti dal capitolato d’appalto e quelli effettivamente svolti dal gestore; dall’altra, l’Amministrazione comunale difende la regolarità delle procedure e rivendica la riduzione dei costi e un buon livello di raccolta differenziata.
Su quest’ultimo punto, tuttavia, Leanza attribuisce la riduzione dei costi anche alla decisione della SRR di non far pagare ai Comuni soci il conferimento del rifiuto residuo in discarica.
La struttura del PEF
L’ex sindaco riferisce di avere analizzato gli atti con l’obiettivo, a suo dire, di fare chiarezza sulla struttura del PEF e rendere maggiormente trasparenti i dati ai cittadini chiamati a pagare la TARI, partendo dalla composizione dei costi e dei ricavi.
Secondo la sua ricostruzione, il PEF dovrebbe garantire la copertura integrale dei costi del servizio attraverso specifiche voci di entrata.
Tra i servizi gestiti dalla ditta Traina vengono indicati lo spazzamento e il lavaggio delle strade, la raccolta e il trasporto dei rifiuti differenziati e indifferenziati, il ritiro degli ingombranti a domicilio, la gestione dell’Ecopunto e la pulizia dei cassonetti.
Il capitolato, sostiene Leanza, prevede 15 dipendenti per un costo netto di 535 mila euro, mentre gli eventuali costi legati a orari aggiuntivi rimarrebbero a carico dell’azienda.
I servizi a carico del Comune
Tra i servizi posti a carico del Comune vengono invece indicati il trattamento e il recupero della raccolta differenziata, il conferimento dei rifiuti, la gestione delle tariffe e il recupero dei crediti, le incentivazioni per Ecopunto e utenze e i servizi rivolti ai residenti di Comuni limitrofi.
Per la copertura dei costi, Leanza richiama inoltre il ruolo TARI, i contributi dei Consorzi di filiera, i contributi statali e regionali, le eventuali penali applicate alla ditta, il recupero dell’evasione e dell’elusione e i rimborsi dei Comuni vicini per i servizi effettuati nei confronti dei loro residenti.
Le criticità evidenziate da Leanza
Nella sua analisi, l’ex sindaco sostiene che emergerebbero diverse anomalie e criticità nella gestione del servizio. Tra queste, indica una presunta sproporzione tra la TARI pagata dai cittadini e i costi effettivamente sostenuti per il servizio.
Un altro elemento riguarda la destinazione delle somme derivanti dal recupero dell’evasione e dell’elusione TARI. “Le somme incassate dal recupero dell’evasione TARI e dall’elusione – afferma Leanza – sono state destinate alla spesa corrente, altre spese dell’Ente, anziché ridurre il costo del servizio o finanziare gli incentivi per le utenze”.
La questione delle penali
Leanza pone inoltre l’attenzione sulle penali previste nei rapporti con il gestore. “Non è mai stata applicata alcuna penale alla ditta per eventuali inadempienze”, sostiene l’ex sindaco.
Nella sua ricostruzione viene inoltre segnalata la mancata formale iscrizione a bilancio dei rimborsi per incentivi e una presunta scarsa trasparenza contabile nelle relative voci di bilancio, indicate come intervento 51/61. Su questo aspetto, Leanza chiede il controllo del Collegio dei revisori.
I servizi ai Comuni limitrofi
Un ulteriore capitolo riguarda i servizi effettuati nei confronti dei residenti di Comuni vicini. Secondo l’ex sindaco, nel PEF non sarebbero indicati gli introiti previsti e i costi a carico dei Comuni di Piazza Armerina, Assoro ed Enna per i servizi resi ai non residenti.
“Nel PEF non vi è traccia degli introiti previsti e dei costi a carico dei Comuni vicini – afferma Leanza – per i servizi resi ai non residenti, nonostante accordi storici e direttive consiliari specifiche”.
La differenza nei costi di conferimento
Tra gli elementi che, secondo Leanza, necessiterebbero di ulteriori chiarimenti c’è anche la differenza indicata nei costi di conferimento del rifiuto indifferenziato.
“Non viene spiegata la forte differenza tra il costo di conferimento del rifiuto indifferenziato (RUR) presso la discarica di Cammarata, 280 euro a tonnellata, e quella di Enna, 59 euro a tonnellata”, sostiene l’ex sindaco.
La richiesta di un’analisi complessiva
In conclusione, Leanza ritiene necessaria una riflessione più approfondita sul PEF, che, a suo avviso, dovrebbe essere esaminato anche alla luce degli atti amministrativi precedenti e delle omissioni che sostiene di avere riscontrato.
L’obiettivo indicato dall’ex sindaco è quello di verificare la struttura complessiva dei costi e dei ricavi del servizio e, più in generale, la corretta destinazione delle risorse, a tutela dei cittadini contribuenti.