Crisi idrica, il Comitato Senz’AcquaEnna rilancia il tema dei pozzi non operativi

Rubinetti a secco e soluzioni alternative ancora da attivare. L’interruzione del servizio idrico della scorsa settimana, causata da un problema all’acquedotto Ancipa e che ha coinvolto Enna e altri Comuni, riaccende il dibattito sulla gestione delle emergenze.

A sollevare la questione è il Comitato Senz’AcquaEnna, attraverso i propri legali, gli avvocati Gianpiero Cortese, Claudio Longo e Luca Calì, chiedono protocolli capaci di garantire alternative quando l’approvvigionamento ordinario viene meno.

Il nodo dei pozzi idrici

Al centro della denuncia ci sono i pozzi idrici presenti a Enna e in provincia. Risorse di cui si era già discusso durante la grave crisi idrica iniziata nell’estate del 2024, ma che, secondo i legali, allo stato non risultano operative.

La dipendenza dall’acquedotto Ancipa

Acquaenna, spiega Cortese, si rifornisce da Siciliacque, attingendo dalla diga Ancipa. Un sistema che, in caso di guasti all’acquedotto, può lasciare intere comunità senza acqua.

La richiesta di soluzioni alternative

Attivare nell’immediato i pozzi non è semplice, riconosce l’avvocato: servono verifiche tecniche e garanzie sulla qualità dell’acqua. Ma pianificarne l’utilizzo è possibile e necessario.

La richiesta del Comitato è dunque quella di lavorare per tempo a soluzioni concrete, individuando fonti alternative e predisponendo procedure da attivare in caso di interruzioni prolungate.

La questione aperta dalla crisi del 2024

La domanda resta aperta: perché risorse già al centro del dibattito durante la crisi del 2024 non sono ancora disponibili come alternativa? Per Senz’AcquaEnna, non basta attendere il ripristino dell’acquedotto. Occorre programmare gli interventi e prepararsi alle emergenze, affinché ogni nuovo guasto non si traduca in giorni di disagi per cittadini e famiglie.