Nicosia, agricoltura e aree interne: dalla Cia un confronto sulle sfide dei territori

Al museo multimediale della montagna, in contrada Sa Martino, si è svolto il convegno della Confederazione italiana agricoltori (Cia) sul tema “Territori che si rigenerano: la sostenibilità delle aree interne”. Il direttore nazionale della Cia, Maurizio Scaccia, ha spiegato l’obiettivo del convegno di Nicosia e degli altri 8 convegni già svoltisi in altre regioni italiane e del decimo che si svolgerà in Piemonte: ascoltare proposte, esperienze ed idee sulle base delle quali elaborare il manifesto sulle aree interne che verrà presentato a Roma il 30 novembre.

Il caso dell’Area Interna di Troina e l’occasione mancata

Dall’esperienza che sul territorio si sta facendo con l’Area Interna di Troina (14 comuni, tra cui Nicosia, superficie di 1355 kmq, 80 mila abitanti), nessuno ne ha parlato. Eppure, da quest’esperienza, in pieno svolgimento, la Cia avrebbe potuto trarre indicazioni molto utili all’elaborazione del manifesto al quale pensa. Da questo punto di vista, il convegno è stata un’occasione mancata.

Agricoltura nelle aree interne, le richieste della Cia

Scaccia ha ricordato che il 75% delle aziende agricole ricade nelle aree interne, che è un contesto dove è sempre più rischioso produrre. Per Scaccia, non bastano soluzioni tampone, occorre garantire condizioni giuste. Ha aggiunto che ci vogliono un nuovo ruolo della politica agricola comune (pac) e regole contestualizzate alla nostra realtà. Ha detto infine di essere contrario al Fondo unico in cui confluisco pac e coesione.

Le priorità della Regione Siciliana per le aree interne

Il direttore generale del Dipartimento agricoltura della Regione Siciliana, Fulvio Bellomo, ha messo in evidenza le tre priorità delle aree interne: ammodernamento aziendale, cambiamento ambientale e spopolamento. Ha parlato anche di bandi regionali per agevolare l’insediamento dei giovani nelle attività economiche.

Gli interventi: agricoltura, turismo, ambiente e sviluppo

Sono inoltre intervenuti al convegno: il presidente del Parco delle Madonie, Giuseppe Ferrarello (il parco come volano di sviluppo e problema della fauna selvatica con daini e cinghiali che stanno distruggendo il territorio); Pina La Giusa, vice presidente del Gal Madonie (riconoscere il contributo dell’agricoltura nella manutenzione del territorio e connessione agricoltura-turismo–cultura); l’entomologo Gaetano Siscaro (difesa del noccioleto dalle cimici); Anna Maria Gemmellaro, sindaco di Nicosia (sviluppo come processo collettivo, agricoltura fondamentale per lo sviluppo); Alessandro Ficili, amministratore della SoSviMa (Madonie città territorio e superamento della logica municipalistica, sussidiarietà, partenariato pubblico-privato); Nino Mancuso Fuoco, assessore all’agricoltura del comune di Nicosia (viabilità e differenze dell’agricoltura di montagna da quella di pianura); Domenico D’amato, direttore nazionale della del Centro di assistenza agricola della Cia (partecipazione attiva degli agricoltori e tecnologia a servizio delle imprese agricole); Graziano Scardino, presidente della Cia-Sicilia (semplificazione burocratica e infrastrutturazione digitale).

Le aziende silvo-pastorali di Nicosia e Troina

Sono intervenuti al convegno i due rappresentanti delle aziende speciali silvo pastorali di Nicosia (commissario Franco De Luca) e di Troina (Angelo Impellizzeri), che hanno parlato delle attività delle rispettive aziende.

Aree interne, manca una visione unitaria dello sviluppo

Dal convegno non è emersa una visione unitaria e coerente dello sviluppo delle aree interne, che non sono un concetto geografico, ma realtà socio-economiche in declino demografico distanti dai centri urbani dove sono concentrati servizi di cittadinanza importanti, come la sanità e l’istruzione. La Snai non va intesa come un’altra fonte di finanziamento per le aree svantaggiate che si aggiunge a quelle già esistenti. Lo sviluppo delle aree interne dipende soprattutto dall’abilità del ceto dirigente locale, inteso in senso largo, di suscitare risorse e capacità nascoste o malamente utilizzate.