Nicosia, mappa catastale del 1874 trovata in uno studio professionale: era stata trafugata

Una mappa catastale originale del 1874, trafugata anni fa dall’Ufficio delle Imposte Dirette di Nicosia, è stata recuperata dalla Guardia di Finanza e restituita all’Archivio di Stato.

La segnalazione e la perquisizione

L’operazione è stata condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna, nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Enna.

L’indagine è partita dalla denuncia di un privato cittadino, che aveva segnalato la presenza di un’antica mappa del Catasto Urbano di Nicosia all’interno di uno studio professionale.

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno consentito di verificarne l’autenticità e portato all’emissione di un decreto di perquisizione nei confronti del titolare dello studio. La cartografia, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era stata sottratta anni prima dall’Ufficio delle Imposte Dirette di Nicosia da parte di ignoti. Successivamente era entrata nella disponibilità del titolare dello studio e di un collega, nel frattempo deceduto, senza che sia stato dimostrato un valido titolo di acquisizione.

La mappa del 1874 torna all’Archivio di Stato

Gli accertamenti tecnici effettuati con il supporto degli esperti dell’Archivio di Stato di Enna hanno confermato che si tratta di una stampa originale risalente al 1874. La mappa aveva un’importante funzione amministrativa nel sistema fiscale del neonato Regno d’Italia, consentendo di documentare proprietà, terreni, rendite e trasformazioni del territorio.

Al termine delle indagini, il titolare dello studio è stato segnalato all’Autorità giudiziaria . Il documento è stato invece consegnato all’Archivio di Stato di Enna, dove potrà essere consultato da studiosi, ricercatori e cittadini. La direttrice Giuliana Ferrara ha sottolineato il valore storico e scientifico del ritrovamento, che consente di ricostruire una parte dell’evoluzione amministrativa e territoriale di Nicosia nell’Ottocento. Il recupero restituisce così alla comunità un documento che per oltre un secolo era rimasto fuori dalla disponibilità pubblica.