Scalforio di Troina, lezioni di italiano per 55 migranti

Nel plesso scolastico Scalforio, a Troina, lezioni di lingua italiana per 55 giovani, ospiti del centro di accoglienza delle cooperative sociali e Sud Servizi e Solmed, diretto da Maria Principato Trosso, provenienti da Afghanistan, Bangladesh, Egitto e Pakistan. Due le docenti dei giovani suddivisi in due classi: Moena Giovagnoli e Francesca Ponzo. Del gruppo che segue i giovani extracomunitari, oltre le due docenti, fanno parte: Giusy Conti (tutor), Paola Grancuore (tutor), Angelica Rotondo (psicologa), Marilina Sutera (psicologa) e Hicham Jarrar (mediatore linguistico-culturale, cittadino italiano d’origine marocchina), che lavorano tutti alle dipendenze del Centro Provinciale Istruzione Adulti (CPIA) di Caltanissetta-Enna.

Corso di italiano per l’integrazione e la cittadinanza

Giovanni Bevilacqua, dirigente scolastico del CPIA Caltanissetta-Enna, ha descritto l’obiettivo, che è quello dell’apprendimento della lingua italiana, e organizzazione del corso. “Abbiamo suddiviso i ragazzi in due classi in base all’età e alle rispettive situazioni di partenza (precedenti percorsi formativi e conoscenze linguistiche). La conoscenza della lingua italiana è indispensabile per una buona integrazione e per ottenere la cittadinanza. Tenendo conto di tutto questo, abbiamo definito diversi tipi di percorso, secondo quanto previsto dal Quadro comune europeo per la conoscenza delle lingue (Qcer)”.

Fondi europei per il corso di lingua italiana

Il corso è finanziato con fondi europei gestiti dal ministero dell’interno.

Giovani migranti e ricerca di un futuro migliore

Parlando con alcuni di questi giovani, emerge con chiarezza che il motivo per cui hanno lasciato i loro paesi per venire in Italia è la ricerca di un futuro migliore. Questo ci hanno due giovanissimi, un egiziano e un bengalese, che non hanno ancora compiuto 18 anni, e il giovane pakistano Zia Ur Rahaman (28 anni), che in Pakistan ha lasciato, ma non abbandonato, la moglie e due piccole figlie. Rahaman, diplomato in chimica, che lavorava nel suo paese con un ente statale per la somministrazione di vaccini alla popolazione contro la poliomielite, spera di ricongiungersi in Italia con la sua famiglia.