Aeroporto nell’Ennese, torna progetto della Kore: sindaci divisi tra grande scalo e supporto a Catania

Il progetto dell’aeroporto nell’Ennese torna sul tavolo, ma sul tipo di scalo da realizzare emerge già una differenza di vedute tra i sindaci. È quanto emerso dall’assemblea dei primi cittadini convocata dal presidente del Libero Consorzio comunale di Enna, Piero Capizzi, che ha riaperto il confronto su un’ipotesi che da anni attraversa il dibattito sul futuro infrastrutturale dell’area interna.

A riportare il progetto al centro della discussione è stata anche l’ennesima interruzione dei voli da e per Catania provocata dall’attività eruttiva dell’Etna. Un problema che ha riacceso l’attenzione sulla vulnerabilità di Fontanarossa e sulla possibilità di individuare un’alternativa o un’infrastruttura complementare nell’area centrale della Sicilia.

Il progetto della Kore torna sul tavolo

Capizzi ha indicato come punto di partenza il progetto elaborato dall’Università Kore di Enna, che individua nell’area compresa tra Catenanuova e Centuripe una possibile localizzazione per uno scalo aeroportuale internazionale.

Si tratta di un progetto che non nasce oggi e che era già stato inserito nella pianificazione territoriale provinciale. L’assemblea dei sindaci ha quindi rappresentato l’occasione per riportare quella progettualità dentro un confronto istituzionale, alla luce delle nuove esigenze infrastrutturali e delle difficoltà che periodicamente interessano l’aeroporto di Catania.

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato anche il collegamento dell’area con la rete infrastrutturale siciliana e la possibilità di sviluppare un progetto aeroportuale inserito nel sistema dei trasporti dell’Isola.

Grande aeroporto o supporto a Catania?

È proprio sulla funzione del futuro scalo che sono emerse le differenze.

Il sindaco di Centuripe, La Spina, ha indicato la necessità di ragionare su un aeroporto di supporto a Fontanarossa, quindi complementare allo scalo catanese e non alternativo.

Una prospettiva diversa è stata espressa da chi immagina invece un’infrastruttura di dimensioni maggiori, capace di assumere un ruolo internazionale e di intercettare una parte crescente dei flussi di passeggeri nel Mediterraneo.

L’onorevole Stefania Marino, intervenuta anche nella veste di vicesindaco di Enna, ha invitato a guardare a un progetto di più ampio respiro. Anche l’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni ha rilanciato l’ipotesi di un grande aeroporto internazionale, arrivando a indicare una possibile capacità di 40 milioni di passeggeri.

La discussione parte da Fontanarossa

Il punto di partenza del confronto resta però l’aeroporto di Catania. La nuova interruzione dei voli legata alla cenere vulcanica ha riportato in primo piano un problema che non riguarda soltanto i collegamenti della provincia di Enna, ma l’intero sistema aeroportuale della Sicilia orientale.

Da qui l’idea, sostenuta da Capizzi, di verificare se un aeroporto nell’area centrale dell’Isola possa rappresentare una risposta strutturale alle criticità del sistema.

Il presidente del Libero Consorzio ha chiesto ai sindaci di lavorare insieme, coinvolgendo le istituzioni regionali e nazionali e avviando un confronto anche con la Città metropolitana di Catania.

La proposta di una regia comune

Nel corso dell’assemblea è stata avanzata anche l’ipotesi di creare una struttura comune, con il coinvolgimento dei sindaci e di personalità in grado di sostenere il progetto nei rapporti con le istituzioni e con i potenziali investitori.

L’obiettivo indicato è quello di superare la dimensione del singolo territorio e presentare l’eventuale aeroporto come un’infrastruttura destinata a incidere sull’intero sistema regionale.

Il confronto, però, è ancora nella sua fase iniziale. Prima ancora di affrontare finanziamenti, progettazione e procedure autorizzative, resta da definire quale debba essere la funzione del nuovo scalo.

Un progetto da rilanciare, ma con quale dimensione

È questo il principale elemento emerso dall’assemblea. Sul tavolo torna un progetto che ha alle spalle una storia ormai lunga, ma il dibattito odierno mostra che la discussione non è ancora arrivata a una posizione condivisa sul modello da perseguire.

Da una parte l’idea di uno scalo complementare a Catania, capace di garantire maggiore flessibilità al sistema aeroportuale; dall’altra quella di un grande hub internazionale collocato nel cuore della Sicilia.

Capizzi, al termine del confronto, ha definito l’ipotesi non più come semplice fantapolitica, sottolineando la necessità di partire da un’iniziativa comune. Il prossimo passaggio sarà capire se il confronto tra i Comuni riuscirà a trasformare il ritorno del progetto della Kore in un percorso istituzionale concreto e, soprattutto, quale aeroporto i territori intendano realmente proporre.